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Iponatriemia associata agli antidepressivi SSRI nei soggetti anziani


Mercoledì 18 Ottobre 2006 - E’ stata compiuta una revisione della letteratura finalizzata a determinare l’incidenza, i fattori di rischio, il momento di insorgenza e di risoluzione, ed il trattamento dell’iponatriemia associata agli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina ( SSRI ).

Appartengono ai farmaci SSRI il Citalopram ( Seropram ), Escitalopram ( Cipralex ), Fluoxetina ( Prozac ), Fluvoxamina ( Fevarin ), Paroxetina ( Seroxat ), Sertralina ( Zoloft ).

Dall’analisi è emerso che numerosi case report, studi osservazionali e casi-controllo, così come studi clinici prospettici, hanno riportato l’iponatriemia associata all’impiego dei farmaci SSRI, con un’incidenza variante da 0.5% al 32%.

I fattori di rischio per lo sviluppo di iponatriemia con gli SSRI comprendono: età avanzata, sesso femminile, concomitante impiego di diuretici, basso peso corporeo e più basse concentrazioni plasmatiche di sodio al basale.

L’iponatriemia è risultata svilupparsi entro le prime settimane di trattamento e risolversi entro 2 settimane dall’interruzione della terapia.

Il meccanismo mediante il quale gli SSRI causano iponatriemia è ritenuto essere secondario allo sviluppo di sindrome da inappropriata secrezione dell’ormone antidiuretico ( SIADH ).

Il trattamento dell’isovolemia iponatriemia ipotonica associata ai farmaci SSRI comprende la restrizione di acqua e lieve diuresi con un diuretico dell’ansa.
Casi più gravi possono essere trattati con più alte dosi di diuretici dell’ansa e soluzioni saline ipertoniche.

Gli Autori di questa analisi ritengono che i medici debbano essere avvisati dell’insorgenza di iponatriemia, una possibile grave reazione avversa associata all’impiego degli antidepressivi SSRI, soprattutto nei soggetti anziani. ( Xagena )

Fonte: Ann Pharmacother

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