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Alcuni Centri di dialisi somministrano più Epoetina per aumentare i profitti


Le persone che si sottopongono a dialisi presso Centri dialitici che hanno come finalità il profitto, possono subire un ipertrattamento per l’anemia, una comune complicanza della malattia renale.

A queste conclusioni è giunto uno studio, compiuto da Ricercatori del Medical Technology and Practice Patterns Institute di Bethesda, dei Veterans Affairs Boston Healthcare di Boston e dell’Harvard School of Pubblic Health di Boston.

E’ stato calcolato che in media un Centro dialitico no-profit utilizza 16.188 unità/settimana di Epoetina, mentre un Centro dialitico profit fa uso di 20.838 unità/settimana.
La differenza è di 3300 unità/settimana in più per i Centri profit.

Questo maggior uso di Epoetina si traduce in costi per i Servizi Nazionali più elevati.

Negli USA l’Epoetina rappresenta l’11% di tutti i costi di Medicare, per un totale di 2 miliardi di dollari nel solo 2004.

Un editoriale su JAMA sostiene che quasi il 25% dei profitti di un Centro dialisi statunitense derivino dall’impiego della Epoetina.

L’Epoetina è una versione ricombinante dell’Eritropoietina, presente in due forme: l’Epoetina alfa ( Eprex ) e l’Epoetina beta ( NeoRecormon ). Entrambe sono a breve durata d’azione.
La Darbepoetina ( Nespo, Aranesp ) è invece una Eritropoietina a più lunga durata d’azione.

L’FDA ( Food and Drug Administration ) ha raccomandato che i livelli di emoglobina dovrebbero essere mantenuti sotto i 12 g/dl.
Il superamento di quota 12 g/dl è associato ad un aumento del rischio di infarto miocardico, ictus, insufficienza cardiaca, e trombosi.

Fonte: Journal of American Medical Association, 2007
XagenaHeadlines2007

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